Le Ballate della Realtà

L'Immaginazione attiva è la chiave di una visione più ampia, permette di mettere a fuoco la vita da punti di vista che non sono i nostri, immaginando altri livelli di coscienza superiori al nostro.
ottobre 30 2009

La Ragazza Cannella

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In un viaggio come questo non posso che sperare di rimanere vigile.
Sette volpi bianche attraversano la nostra strada. La Ragazza Cannella è alla loro guida.
Esile e scarna, alta abbastanza da avere un passo svelto e allo stesso tempo aggraziato, in perfetta armonia con la sua ampia gonna di stoffa bruna molto trasparente.
Un allucinazione?
Il tempo si ferma sul ciglio della strada a guardarci.
Due occhi umidi e tristi, pieni di uno strano significato: Odio, semplice Odio senza mediazione: sconfinato come Amore suo gemello.

Dove l'asfalto segna il suo margine e scivola tra le crepe del deserto, Lucertola ha steso la sua penna. Ha vergato segni col proprio sangue distruggendo il Creato, creando a sua volta nuovi Dei. Ha rubato il Sacro fuoco.

La Ragazza Cannella potrebbe rendermi felice per il resto della mia vita.
Una volpe mi guarda e ammicca, pare aver inteso i miei pensieri, ma come?
Con chi hai barattato la tua libertà stanotte, volpe?
Non è cercando di essere gli altri che si è se stessi.
Quale delle altre volpi è l'unica libera da se stessa?
Le tue colpe ricadono sul baratro di questo deserto pieno di spine.
Non c'è Odio nei tuoi occhi ora amica mia.

Alex

postato da lanternerosse alle ore 30/10/2009 18:16 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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ottobre 29 2009

La strada

Era Giunto il momento di fare ordine nella mia vita, nel mio cuore. Oggi ho avuto conferma dei miei presentimenti. Oggi ho capito che dovevo cancellarla, oggi ho capito che amare vuol dire anche soffrire, oggi ho capito che dovevo morire, oggi ho capito che devo riniziare a vivere e volare.
Volare libero nel cielo ...... 
......Addio

 
il volo libero

La strada che ci ha unito ora divide chi lasci…
…mi dimenticherò di attenderti,
annienterò il ricordo del tuo viso tra le lagrime che ho versato
nell’attesa di una tua ennesima bugia che mai è arrivata.
 
Non ti sorriderò più quando ti incontrerò
Sarebbe una pretestuosa bugia che mi farei e un’inutile gioia che ti donerei.
No! Non lo farò!!
 
Quella stessa strada ora ci divide e non ci sarà sole tanto caldo da farci sciogliere in un affettuoso abbraccio,
mi hai lasciato orfano di sorrisi e di baci nelle notti tempestose quando i pensieri bagnavano il cuscino.
 
Sì quella stessa strada che ci ha fatto incontrare ora ci divide
e non ve ne sarà un’altra…
 
…addio cara, addio Maria Carmela.


Alex
 
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ottobre 24 2009

Nucleare: al cittadino non far sapere.


no nucleare
Il piano del Governo sul nucleare va avanti senza troppa attenzione mediatica. I segnali sinora mandati sono poco incoraggianti sul lato della governace delle future centrali nucleari. Il Governo intende stilare una lista dei siti adatti ad ospitare le future centrali nucleari e che poi saranno scelti dagli operatori privati che dovranno anche confrontarsi con le comunità locali. Ci sono due aspetti preoccupanti nella strategia del Governo.
La prima è quella che ha motivato l’iniziativa di protesta contro la Legge 99/2009 delle regioni Toscana, Liguria, Piemonte e Calabria. L’accusa è di scavalcare le competenze delle Regioni e la volontà delle comunità locali, creando aree equiparate a quelle militarizzate ma gestite da privati.
La scelta di non coinvolgere le amministrazioni locali è una scelta pericolosa in una strategia in una strategia di governance dei rischi. La fiducia nelle istituzioni è un elemento chiave nell’accettazione della popolazione di rischi legati alla presenza d’infrastrutture come centrali nucleari e in Italia sono proprio le amministrazioni locali ad avere maggiore fiducia.
L’altro aspetto strategico preoccupante è quello del comprimere le richieste dei cittadini a una questione di compensazione monetaria, lasciando gli operatori privati a gestire il confronto con i cittadini. Governare tecnologie che comportano potenziali rischi, remoti e non, è un esercizio complesso in cui varie dimensioni entrano in gioco.
Molti studi provano quanto sia importante che i cittadini siano coinvolti nei processi decisionali, che la comunicazione sia trasparente, che sia chiaro a chi rivolgersi nel caso di problemi e che sia, aspetto molto importante, chiara anche l’accountability,vale a dire chi è responsabile di cosa.
Sono tutti aspetti che un Governo centrale non può eludere e di cui dovrebbe farsi carico. Ad esempio, si prevede la creazione di un’agenzia della sicurezza di cui ancora non sono chiari i compiti. L’auspicio è che possa assolvere questi aspetti di governanace del rischio in modo neutrale e severo.
Rimane, infine, da sfatare il mito che le popolazioni locali agiscono unicamente in base a pulsioni irrazionali. Anche in questo caso, come dimostrano molti studi, le richieste e preoccupazioni delle comunità locali sono spesso fondate e semplicemente diverse, ignorarle non è utile e auspicabile. Anche i cittadini hanno il dovere di riconoscere gli interessi nazionali ma sempre nell’ambito dell’essere consultati dal Governo. In altre parole, diminuire la percezione dei rischi richiede più trasparenza e democrazia, non il contrario.
 

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ottobre 4 2009

Sintesi

Don alex

Quando il tempo assottiglia la foglia
Chiusa tra le pagine di un vecchio album
Che, giovani, riempivano di belle speranze
Allora il domani ci appare nelle vesti
Di quella saggezza sprecata
Nell’adolescenza del pensiero 
Che, fattosi adulto, riconosce
La futilità del proprio vivere.

Alex
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settembre 13 2009

La Realtà

3[1]

Niente è detto definitivamente.

Per un problema non c'è un'unica soluzione ma un'infinità di soluzioni.

Una parola ha mille e più significati.

La realtà è a misura d'interpretazione!!

Alex

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settembre 5 2009

A Cosa Servono le Parole?

A cosa servono le Parole? A comunicare.

democrazia

Ma le parole sono soprattutto comunicazioni precostituite, servono a comunicare dei significati precisi e a ricomporre sempre la realtà per quella che è. Le parole servono a riprodurre la realtà, a ripetere la realtà e dunque a ricostruirla sempre uguale E' così che si riproduce il potere, la malattia, lo scivolamento delle nevrosi e dei problemi del passato nel presente. E' così che siamo padri e madri e figli e figlie sempre uguali. E' così che il passato è uguale al presente e il presente si trasforma in futuro. Ed è così che il mondo non cambia.

Alex

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settembre 4 2009

Il Signor Alex #7

Quando questa storia verrà riscritta, pensò il Signor Alex, molte cose andranno cambiate. Eppure non poteva che pensare con dolcezza a quei momenti passati insieme alla ragazza. Non l'avrebbe più accarezzata.
Tutto quel silenzio l'aveva reso cieco: non riusciva più a distinguere tra il dolore e la leggerezza. Quale tra i due è leggero e chi invece soffre?, si chiedeva in cima a un alto faro rosso.
Era tornato a parlare con il mare dopo tanto tempo. Gli aveva portato in dono i suoi dubbi e aveva ricevuto in cambio altre domande più ardite. Si sentiva leggero e addolorato.
Forse più tardi avrebbe trovato parole nuove per riscrivere la storia.
Alex
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agosto 28 2009

Riflessione

"La verità, che un bel giorno ci si rivela ma che ci affrettiamo a rifiutare, è che nemmeno l'Universo ha uno scopo. Se avesse uno scopo non sarebbe eterno".

Flaviano

Quanto è vera questa citazione di Flaviano....e quanto mi ci riconosco in questo periodo.

Buona domanica a tutti Alex

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agosto 19 2009

Il Signor Alex #6

Seduto in un caffè parigino il Signor Alex rifletteva sulla valenza delle frasi da dire, già dette. Sul da farsi ci avrebbe pensato in seguito. Dagli schiamazzi notturni di rue Charleroi si intuiva che erano passate le dodici di sera e mentre la ragazza era assorta nei suoi pensieri, lui non poteva che continuare a pensare a quella frase. Come era potuta uscire dalla sua bocca? Eppure era successo e si rammaricava di non aver saputo trattenerla, ma soprattutto gli doleva il fatto di non poterla svelare di nuovo. Forse fra qualche tempo, quando la pioggia autunnale avesse lavato qualche indugio si sarebbe deciso a parlare. Ma non ne era sicuro. Forse la ragazza avrebbe chiesto ancora, con più insistenza, ma lui sarebbe stato più forte.
Forse avrebbero continuato a giocare a non guardarsi ancora per molto. Almeno finché non si sarebbe fatto sfuggire di nuovo quelle due parole. Non a cuor leggero

Alex

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agosto 8 2009

Il Signor Alex #5

Un passaggio veloce sotto un cielo coperto e per un po' spoglio di pioggia. La vide all'ultimo istante solo di spalle mentre si dirigeva svelta svelta in punta di piedi sui pedali, verso il portone di casa. Quel giorno aveva la chioma sciolta, e forse per il vento, forse per l'andatura sostenuta quei bei capelli erano gonfi e liberi. Il Signor Alex si perse per qualche istante tra le loro pieghe e svolazzi, pensò che presto sarebbero stati abbastanza lunghi da essere raccolti in una bella treccia ramata, o magari in due come quelle che si vedevano tanti anni fa. Immaginava di regalarle un fermaglio fatto a mano e che lei l'avrebbe ringraziato con un sincero sorriso. Tutto questo immagina il Signor Alex mentre la guardava passare e poi rientrare nel portone, guardandola con affetto sperando che si girasse verso di lui. Senza farsi scorgere avrebbe potuto salutarla, da lontano.
Alex
ps: Buone vacanze a tutti.......e buon ferragosto....godete godete godete!!!!
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luglio 31 2009

Il Signor Alex # 4

Quel giorno lo colpì sopra ogni altra cosa il suo sorriso. La sera prima gli era sembrata più timida del solito, ma quella mattina qualcosa nel suo sguardo era cambiato. Come se fossero diventati all'improvviso complici e custodi di un qualche segreto di cui solo loro detenevano le chiavi. Il Signor Alex non potè fare a meno di ringraziare il suo Cuore, perché solo mantenendolo puro, come lui aveva fatto, era riuscito a far si che quel miracolo tanto desiderato alla fine diventasse realtà. Aveva conquistato l'amicizia della ragazza.
Quel giorno parlarono di gatti che stavano in piedi come piccoli orsetti bruni, di buffi cappelli a bombetta e di strane ciambelle di riso soffiato.
In cuor suo sperava non fosse un altro sogno...
Alex
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luglio 26 2009

Il Signor Alex #3

E' assurdo come possa accadere che mi manchi a tal punto da desiderare di trovarla ad ogni svolta del mio percorso, si diceva il Signor Alex.  Come se non bastasse ad un tratto il suo desiderio si fece reale, quasi lo poteva toccare. Così si diede un pizzicotto e poi lo diede a lei, non prima di averle chiesto il permesso. E così parlarono di un certo signore che abbaiava per parlare, ma che allo stesso tempo era dolce. E alla ragazza brillavano gli occhi. Il Signor Alex era finalmente felice e un po' dispiaciuto, come era il suo solito d'altronde. Poco distante sulla spiaggia dei fuochi d'artificio alla meno peggio cercavano di fare da controcanto all'improbabile musica che proveniva da poco lontano.
Poi tutto svanì e il Signor Alex si ritrovò a guardare il sole sorgere e inondare di luce la sua stanza. Era mattina, un nuovo giorno iniziava e nuovi desideri già facevano capolino nel suo cuore.
Alex
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luglio 23 2009

Il Signor Alex #2

Da quando era andata via il Signor Alex. non sapeva darsi pace. Come era stato possibile fare un errore così grossolano? Si chiedeva spessi in quei giorni se fosse stupido o meno.
La città gli sembrava vuota, come quando in piena estate partono tutti per le vacanze. Ma non era estate, non più perlomeno. L'unico momento nel quale la sua via prendeva forma, colore, esistenza ai suoi occhi e sensi era al suo passaggio. Almeno un paio al giorno: a mezza mattinata una andata e ritorno sempre rigorosamente sul lato diametralmente opposto al suo punto di osservazione. Non capiva se lo facesse per sfida, per farsi guardare o chissà che altro. Nel primo pomeriggio un passaggio veloce, tra una pedalata e l'altra, ovviamente sempre alla stessa distanza strategica. Ma questo gli bastava per essere felice per un istante. Fantasticare un po' sul dove stesse andando; sul cosa pensasse in quel momento; su quale musica avesse nelle orecchie: se un quintetto d'archi oppure musica irlandese.
Adorava la sua musa.
Purtroppo poteva farlo solo da lontano.
Alex
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luglio 20 2009

Il Signor Alex #1

L'assordante verità gli trapanò i timpani, ma quello che più di tutti rimase ferito fu il cuore, il centro nevralgico di ogni suo sentimento. Decise di non andare oltre e più si ripeteva questo proposito, tanto più cresceva in lui il desiderio di infrangerlo. La posta in gioco era troppo alta. Stavolta rischiava di farsi male oltre ogni sua passata esperienza, ma questo sembrava non preoccuparlo. Quello che lo preoccupava invece era quale, tra le possibili mosse a sua disposizione, sarebbe stata la migliore da scegliere come contrattacco. Chiamarla? Per dirle cosa? Avevano esaurito gli argomenti per quella sera. Lasciarle un messaggio? Troppo poco. Scriverle una lettera? Forse sarebbe stata quella vincente, ma non si sentiva di scrivere in quel momento. Decise infine per un sonno ristoratore, un buon riposo gli avrebbe portato consigli migliori l'indomani; così sperava, mentre immaginava di accarezzare quei bei capelli ramati che tanto gli piacevano.

Alex

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luglio 18 2009

Clochard

Il timido arcobaleno che mi aveva guidato lungo tutto il tragitto da Porte de Saint-Ouen al Parc Montsouris si poggiava ora silenzioso sulla statua di arcobalenoBouchard al centro del prato come a godersi il suo meritato riposo.
Avvolta in quell’iride, la scultura aveva un’aria sovrannaturale, tutto attorno a lei impallidiva a cospetto di tale dimostrazione di potenza. Tutto tranne Lui.
Se ne stava seduto sotto la statua, avvolto nel suo lungo soprabito, apparentemente in riposo, il respiro lento e misurato, le mani unite all’interno della maniche come un monaco in preghiera, gli occhietti piccoli ma sempre all’erta attenti a scrutare tutto attorno.
“Ti aspettavo , mio giovane amico” disse con voce calma mentre mi invitava a sedermi accanto a Lui con un ampio e lento gesto del braccio.
“Hai del fuoco? I miei fiammiferi sono andati con l’ultima pioggia. Troppo bagnati per sperare che si accendano”.
Avevo abbandonato le delizie del tabacco da molto tempo, mi era rimasto tuttavia un vezzo.
Portavo ancora con me il mio vecchio argentato Zip dalla forma ovale, un vecchio accendino a nafta appartenuto a un militare inglese della seconda guerra mondiale.
Era il mio portafortuna, il mio giocattolo, il mio personalissimo antistress.
Il suo clic clac mi aiutava a pensare nei momenti difficili.
Fortunatamente per il mio nuovo amico non scordavo mai di ricaricarlo di tanto in tanto.
Da una delle maniche tirò fuori una pipa in radica, di misura media di quelle dritte:
“bella vero? Non le fanno più così adesso! Pura radica lavorata a mano! E’ l’oggetto più prezioso e caro che mi sia rimasto. L’unico che mi sono concesso di tenere quando ho deciso di morire”. Disse mentre il tabacco iniziava ad ardere piano nella fornace.
Una volta accesa, tutto intorno a noi per un raggio di almeno un metro profumava di quell’inconfondibile odore dolciastro che solo la magica alchimia di tabacco e pipa può creare.
“Mi sembrate più che vivo a dire il vero. Niente affatto morto direi”, affermai cercando di sembrare il più a mio agio possibile. Non mi è piaciuto avere a che fare con chi parla di morte, sebbene la mia natura pessimista mi ci faccia pensare spesso.
“Per essere vivo, son vivo. Sono morto per gli altri però. Dopo una vita spesa a far finta di essere normale, ho deciso di passare i miei ultimi anni in libertà. Come il personaggio del mio libro, solo con meno fissazioni per la testa! Saresti dovuto venire vestito come me altrimenti, lo sai? Ma lasciamo perdere, tu sei qui per sapere qualcosa sul tuo ladruncolo, vero?” 
Alex
 
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Chi sono

Utente: lanternerosse
Nome: LanternaRossa
L'Immaginazione attiva è la chiave di una visione più ampia, permette di mettere a fuoco la vita da punti di vista che non sono i nostri, immaginando altri livelli di coscienza superiori al nostro. Se fossi una montagna o il pianeta o l'universo, che cosa direi? Che cosa direbbe un grande maestro? E se Dio parlasse attraverso la mia bocca, quale sarebbe il suo messaggio? E se io fossi la Morte?..


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